Ancora una volta la Corte Suprema americana mette i bastoni tra le ruote a Donald Trump. Oggi i giudici hanno “bocciato” il presidente degli Stati Uniti sulle espulsioni obbligatorie degli immigrati che hanno commesso reati. È stato, infatti, stabilito che la parte della legge federale, che rende più facile espellere gli stranieri condannati in via definitiva, è troppo vaga. La sentenza è passata un solo voto di scarto. L’ago della bilancia è stato (a sorpresa) Neil Gorsuch che, pur essendo stato nominato dallo stesso Trump l’anno scorso, si è unito nel voto ai giudici più liberali della Corte Suprema.Continua senza sosta il braccio di ferro tra la giustizia americana e la Casa Bianca. Non appena Trump firma una legge, ecco che la Corte Suprema si muove per bloccargliela. L’ultima bocciatura in ordine di tempo è arrivata oggi con lo stop a una parte di una legge federale che rende più facile espellere gli immigrati condannati per “i crimini violenti” sostenendo che sia “troppo vaga per essere applicata”. La decisione della Corte Suprema costituisce uno schiaffo all’amministrazione Trump che sta, invece, spingendo per un inasprimento delle leggi che regolamentano l’immigrazione.