Savona: “Le mie idee si sanno. Ora bisogna capire i limiti…”

Uscendo dal Quirinale dopo aver giurato da ministro (guarda il video), Paolo Savona aveva liquidato i cronisti che speravano in sue dichiarazioni con un laconico: “Sono specializzato nei silenzi”. Poi, però, ha deciso di parlare durante il ricevimento per le celebrazioni del 2 giugno. E sono parole che faranno, forse, discutere.Perché se sulle teorie di Savona sull’euro, sul famoso piano B e sui rapporti con l’Europa si è detto molto, ora bisognerà vedere cosa farà il neo-ministro per gli Affari Ue una volta al lavoro. “La macchina è partita”, ha detto Savona ai giornalisti. “Le mie idee si sanno, adesso bisogna capire quali sono i limiti”. Anche perché, sottolinea, il “tempo della campagna elettorale è finito”.Il professore eurocritico si è avvicinato poi na Pier Carlo Padoan dando luogo a un simpatico siparietto. “Non sono il tuo successore – ha detto – ma volevo salutarti”. Savona, infatti, è stato spostato dal Mef agli Affari Ue dopo il veto di Sergio Mattarella sulla sua nomina. Il professore, comunque, è rimasto nella squadra di governo “lasciando” il posto a Giovanni Tria, anche lui critico verso l’impostazione di Bruxelles troppo schiacciata su Berlino.E se la nomina di Savona sembrava appesa a un filo, ora il professore non si dice “contento” perché “è il tempo di essere coscienziosi, non contenti. Ma se si affrontano le sfide, vuol dire che si è fiduciosi”. Sembra ormai consegnato al passato il duro comunicato con cui aveva attaccato Mattarella per il “grave torto subito” a causa di un “processo alle intenzioni”. Ora la macchina giallo-verde è partita. E il docente, anche se da un’altra casella, vorrà far sentire il suo peso.