Polemiche in Sardegna dopo l”intervento di Filippo Spanu, assessore agli Affari Generali, all”evento organizzato presso l”università di Sassari dal titolo “Città, migrazioni e cooperazione internazionale”. In questa sede, l”assessore ha presentato la sua proposta di fornire un pass accademico ai migranti, così che possano studiare nelle università dell”isola.”Con gli atenei di Cagliari e Sassari stiamo lavorando con buoni risultati per favorire l”inserimento dei migranti nel contesto degli studi universitari per acquisire conoscenze specialistiche da utilizzare successivamente, in modo proficuo, nei paesi di origine.”, spiega Spanu, come riporta “CastedduOnline”. “Continuiamo a dare impulso alle azioni finalizzate all”inclusione dei migranti con le attività di volontariato sociale, la pratica sportiva che è un eccezionale strumento di integrazione, le iniziative di sensibilizzazione nelle scuole per diffondere corrette informazioni sul fenomeno migratorio e i progetti che nascono dall’ormai stretto rapporto con le università”.Presenti all”incontro, oltre alle alte cariche universitarie come il rettore Massimo Carpinelli ed alcuni esponenti dell”università tunisina di Carthage, anche 20 richiedenti asilo. Questi ultimi, ospiti in alcuni centri d”accoglienza nel nord della Sardegna, si vedranno presto recapitare i famosi pass accademici che permetteranno loro di frequentare le lezioni.E se l”iniziativa ha avuto il completo benestare della Regione, di diverso avviso sembrano essere alcuni studenti sardi, che pagano ingenti somme di denaro per potersi permettere gli studi. Spesso non riescono neppure a ritagliarsi uno spazio all”interno degli atenei, che mettono ben pochi posti a disposizione.A dar loro manforte, il deputato di Fratelli d”Italia Salvatore Deidda. “Bisognerebbe preoccuparsi di aumentare i posti nelle scuole di specializzazione medica. Investire nel rafforzare i nostri Atenei, dando loro risorse, per esempio, per rafforzare la formazione post laurea da un lato e da altro lato cercando di migliorare l”offerta formativa. E non far partire verso altri Atenei migliaia di sardi. Non vogliamo precludere gli studi a nessuno, ma la prima a fare discriminazione è proprio la Giunta Pigliaru contro i sardi con annunci di pura propaganda”.Su “Cagliaripad”, invece, si legge l”intervento di Andrea Piras, coordinatore regionale di Lega Giovani Sardegna. “Un provvedimento in barba ai tanti nostri giovani che per sostenere i costi degli studi devono per la maggiore emigrare all”estero a lavorare. L”accesso ai corsi universitari, dovrebbe essere concesso una volta acquisito lo status di rifugiato politico e non prima. E comunque a pari diritto dei nostri giovani, che magari si vedrebbero scavalcare proprio da chi non avrebbe diritto. Auspico vivamente che questa sortita sia solo una delle tante fumose sparate che sentiremo da qui alle elezioni Regionali 2019”.