Il ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio in questi giorni ha più volte messo nel mirino l’Unione Europea. Il vicepremier innanzitutto ha minacciato Bruxelles di porre il veto sul bilancio pluriennale 2021-2027, in seguito, in un’intervista al Fatto Quotidiano ha ribadito la volontà dell’ala grillina del governo di sforare il tetto del 3 per cento per fissare nella manovra il reddito di cittadinanza, proposta principe della campagna pentastellata.Di Maio è stato molto chiaro: “Reddito minimo nel 2019, anche violando il tetto del 3% di deficit! Se per raggiungere i nostri obiettivi servirà – sostiene – accederemo agli investimenti in deficit. Vogliamo fare il bene dei cittadini. E la regola del 3 per cento l”ha definita sbagliata il suo stesso inventore. Io voglio realizzare subito le tre misure principali del contratto di governo: superamento della legge Fornero, reddito di cittadinanza e flat tax”. Ma il ministro ancora una volta deve incassare lo stop che arriva da via XX Settembre. Il ministro del Tesoro, Giovanni Tria spegne subito le fiamme accese da Di Maio a Bruxelles e frena sull’ipotesi di uno sforamento del patto Ue: “Il rispetto del rapporto deficit Pil del 3% è stato criticato anche da chi lo ha inventato, ma è diverso dal dire che lo supereremo”. Insomma stoppata sul nascere la proposta del capo politico del Movimento Cinque Stelle. E di fatto si riapre il braccio di ferro con via XX Settembre…