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Un Pupi Avati amareggiato per le troppe critiche, molte legate alla sua età anagrafica, ricevute dopo il suo mandato di esperto per il rilancio di Cinecittà, si dimette con una lettera al ministro dei Beni Culturali Franceschini.
Insieme a lui erano stati nominati, per la selezione dei progetti e per la concessione di contributi selettivi al settore cinematografico: Paolo Mereghetti, Marina Cicogna, Enrico Magrelli e Daria Bignardi.