Prosecco, fra una settimana via alla vendemmia Docg


SAN PIETRO DI FELETTO. Bene la prossima vendemmia. Altri 90 milioni di bottiglie anche quest’anno. Ma il Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg comincia a porre dei paletti a difesa dell’identità di queste uve. Intanto lo stoccaggio di 15 quintali ad ettaro. E poi la sospensione fino al 2021 dell’scrizione di nuovi vigneti. Che – come ha ammesso il presidente Innocente Nardi – potrebbe diventare un blocco definitivo. Quindi, nessun’altro metro di bosco verrà spianato per piantarvi un vignetino. «Siamo i primi a volere la biodiversità» conferma Nardi, ricordando che l’area della grandine del 26 aprile è di 1800 ettari ma che solo 800 di questi sono di vigneti. Ca’ del Poggio, a San Pietro di Feletto, ieri ha fatto da rampa di lancio degli impegni di tutela a tutto campo del Consorzio.

LE DATE E I NUMERI
In ritardo di 12-14 giorni, la vendemmia inizierà l’11 o il 12 settembre tra Conegliano e San Pietro di Feletto, sulle colline esposte al sole, ha informato Roberto Merlo, consulente del Consorzio.
Tra i 14 ed il 15 del mese a Refrontolo, Pieve di Soligo, Col San Martino. Verso il 18- 20 a Valdobbiadene. Sarà inferiore a quella del 2018: 1046 quintali quest’anno, 1112 un anno fa. Ossia 732 mila ettolitri, pari a 90 milioni e 642 mila bottiglie, un numero di poco inferiore a quello del 2018. «Questa è la prima vendemmia sulle colline riconosciute Patrimonio dell’Umanità, la prima vendemmia senza glifosate ed è l’annata che recepirà le modifiche al disciplinare di produzione – sottolinea Nardi – si preannuncia una vendemmia di assoluta qualità e mai come in questo momento, dobbiamo essere fermi nel lavorare per la qualità e i consumatori saranno disposti a riconoscerci, al momento dell’acquisto, una differenza qualitativa».
Differenza che dovrà premiare – su questo Nardi ha insistito – soprattutto i viticoltori eroici, perché vi sono richieste 6/700 ore per ettaro l’anno di lavoro manuale, rispetto alle medie di 150/200 delle zone pianeggianti, dove la meccanizzazione è avanzata.LO STOCCAGGIO
in considerazione dell’incertezza di alcuni mercati esteri, Stati Uniti e Gran Bretagna (l’intenzione è di arrivare con l’export fino in Cina) il Consorzio ha avanzato alla Regione la richiesta di messa a stoccaggio di 15 quintali per ettaro (ha) per l’uva Glera atta al Prosecco Superiore Docg (quindi una resa pari a 120 q.li/ha anziché 135 q.li/ha) e atta a Rive (quindi una resa pari a 115 q.li/ha anziché 130 q.li/ha) 55 q.li/ha per gli atti al taglio come Chardonnay, Pinot Grigio, Pinot Bianco (quindi una resa pari a 80 q.li/ha anziché 135 q.li/ha). Stoccaggio che potrà essere sbloccato qualora il mercato lo richiedesse, il prossimo marzo, ma sarà difficile che accada.VALORIZZARE LE “RIVE”
«La vendemmia 2019 è la prima che vede l’applicazione delle modifiche al disciplinare di produzione – ha spiegato Mario Silipo, referente dell’Ufficio Vigilanza del Consorzio di Tutela – l’obiettivo è stato quello di valorizzare la tipologia Rive, riconoscendo una qualità superiore delle uve provenienti da vigneti in forte pendenza, ma anche di salvaguardare il legame con la tradizione con l’introduzione della tipologia spumante “sui lieviti”. Infine, con l’extra brut si vuole andare incontro al gusto più contemporaneo». Oggi le Rive sono 43. Correrà l’obbligo dell’immissione al consumo della tipologia Rive dal primo marzo dell’anno successivo alla vendemmia. Le altre tipologie introdotte sono “Sui lieviti”, spumante rifermentato in bottiglia, ed “Extra Brut” (residuo zuccherino tra 0 e 6 gr/lt.).STOP A NUOVI VIGNETI
Per garantire la qualità del prodotto e la bellezza del paesaggio, il Consorzio di Tutela ha richiesto alla Regione il blocco di iscrizione dei nuovi vigneti all’albo del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg dal primo agosto 2019. «La Regione Veneto ha accolto positivamente la nostra richiesta» ha fatto sapere Nardi, lasciando intendere che il provvedimento sarà rinnovato di campagna in campagna. Insomma, lo stop potrebbe anche diventare definitivo, con il duplice obiettivo di tutelare i produttori (il mercato) e anche l’ambiente. Intanto la sospensione dell’iscrizione di nuovi vigneti vale fino al 2021.EFFETTO GRANDINE
Sono 1840 gli ettari colpiti dalla grandine del 26 aprile tra i Comuni di Vidor, Valdobbiadene, Miane, Follina, Farra di Soligo, Cison di Valmarino e Tarzo. Di questi, sono 800 quelli coltivati a vigneto, il resto è rappresentato per lo più da bosco. In quest’area la resa massima è stata limitata a 80 quintali per ettaro, contro la media di 135; in taluni siti si abbassa a 40 quintali per ettaro.

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