La commissione dei Trasporti e delle Infrastrutture ha cominciato la sua indagine e la sua ispezione per capire come sono andate le cose in quel 14 agosto quando il ponte Morandi è crollato causando la morte di 38 persone. Uno dei membri della commissione è il professor Antonio Brencich, docente dell’Università di Genova. Dopo un breve soprallugo sul luogo del disastro, Brencich ha avanzato un’ipotesi sulla causa del crollo: “La rottura di uno strallo è un’ipotesi di lavoro seria. La voce che gira è che il collasso sia stato attivato dalla rottura di uno strallo ci sono testimonianze e video che vanno in questo senso”.Poi l’esperto rifiuta ogni ipotesi legata ad un fulmine, come era emerso nei primissimi minuti dopo la tragedia: “La pioggia, i tuoni, l’eccesso di carico sono ipotesi fantasiose – ha detto – che non vanno prese neanche in considerazione”. Insomma pian piano in questo quadro di accuse incrociate e di caccia al responsabile, i tecnici stanno facendo il loro dovere e con perizia stanno cercando, dati alla mano, di ricostruire quanto accaduto. E sul fronte delle indagini si muove anche la procura che in questi giorni ha avviato un’inchiesta per omicidio colposo plurimo e disastro. È stato infatti predisposto il sequestro della parte di ponte soprastante. Sempre la procura ha nominato due consultenti ingegneri che tenteranno di far luce su uno dei disatri più grandi nella storia del nostro Paese.