“Quelle case sembrano costruite troppo vicine al fiume”. A sospettare che la tragedia di Casteldaccia (Palermo), dove la piena del Milicia ha travolto una villetta e ucciso 9 persone, fosse evitabile è il pm di Termini Imerese Ambrogio Cartosio, che ha aperto un’inchiesta sulla vicenda.”Ho visto un disastro totale”, ha detto il procuratore dopo aver sorvolato al zona insieme ai carabinieri, “Alcune costruzioni sembrano però molto più vicine all’alveo rispetto ai 150 metri imposti dalle norme. È stato un evento improvviso: una massa d’acqua è piombata sul villino. Dobbiamo accertane la causa. L’origine della massa d’acqua è da accertare: potrebbe essere il fiume Milicia, ma dobbiamo vedere anche l’origine del villino perchè c’è un vincolo che non consente di costruire vicino al fiume”.E tutto il paese in provincia di Palermo è sgomento: “Altre volte le acque del fiume hanno invaso le strade”, dicono alcuni residenti, “Ma mai era accaduta una cosa del genere. È stato un dramma imprevedibile”. Ma altri ammettono che in questa zona “ci sono troppe case abusive”, e “troppo vicine al fiume”: “Qualcuno avrebbe dovuto controllare per evitare una tragedia che forse poteva essere evitata”.”Se c’era questo pericolo, perché non ci hanno avvertito?”, urla disperato Giuseppe Giordano, uno dei tre sopravvissuti e che nella tragedia ha perso la moglie e i due figli, “Sono rimasto aggrappato per più di due ore e mezzo a un albero e gridavo per chiedere aiuto per i miei familiari. Ma ho perso tutto”.