Il volto da bonaccione dell’ex capogruppo del M5S al Senato Vito Crimi è già preistoria politica. Ma anche la vivacità, tutta femminile, di Roberta Lombardi contro Bersani, nel famoso streaming del 2013, è stata sepolta dalla rottamazione grillina. Cinque anni dopo, il movimento di Beppe Grillo ha cambiato pelle. Il nuovo corso porta la firma Luigi di Maio, acclamato capo politico. Ma dietro le quinte la generazione dei Crimi e Lombardi del futuro già scalpita per rubare la scena agli anziani.Per bruciare le tappe e imporsi come le nuove stelle del firmamento pentastellato. Campania e Sicilia sono i due serbatoi dove Di Maio e Davide Casaleggio pescano la classe dirigente su cui investire per i prossimi anni. Il vecchio direttorio di Grillo è stato sostituito con il cerchio magico di Di Maio, di cui fanno parte i fedelissimi, Danilo Toninelli, promosso capogruppo a Palazzo Madama, Alfonso Bonafede, indicato come possibile ministro della Giustizia in un governo a Cinque stelle, e Riccardo Fraccaro, ricompensato come questore della Camera dei deputati, dopo la bocciatura per la guida di Montecitorio. Se Toninelli, Bonafede e Fraccaro hanno superato a pieni voti l’esame per occupare le prime file nel Movimento, dietro di loro è già pronta la pattuglia dei rottamatori. Dalla Campania arrivano Francesco Urraro, avvocato della provincia di Napoli, che Di Maio vorrebbe piazzare alla guida della commissione Giustizia del Senato, Carlo Sibilia premiato con un posto nell’ufficio di presidenza della Camera, e Ugo Grassi, docente universitario di Diritto civile che punta alla guida di una commissione di peso a Palazzo Madama. Scalpita il giovanissimo Luigi Iovino, 25 anni, proiettato per un ruolo nell’organizzazione nel Movimento.In Sicilia, Di Maio, oltre all’amore, ha trovato i volti su cui costruire la seconda fase del M5S. Che dovrà raccogliere l’eredità di una forza politica passata dalla piazza alla gestione del potere. Azzurra Cancelleri, sorella di Giancarlo, candidato (sconfitto) alle regionali, eletta per la seconda volta a Montecitorio si prepara al grande salto. Dall’isola arrivano Alessio Villarosa, Giulia Grillo, già promossa capogruppo, e Mario Michele Giarrusso: tre nomi su cui il leader grillino punta per un ricambio generazionale nei Cinque stelle. Mentre Alessandro Di Battista lavora in silenzio e lontano dal caos romano a un ricambio della leadership. In tv, a sostenere le battaglie della propaganda grillina, vedremo Emilio Carrelli, Gianluigi Paragone e l’economista Lorenzo Fioramonti. L’approdo di Roberto Fico alla guida della Camera ha definitivamente sdoganato l’ala ortodossa, che ora rivendica non solo più voce in capitolo nelle scelte ma anche una maggiore presenza sui media e nei ruoli chiave: il nome di Paola Taverna per la vicepresidenza del Senato certifica l’avanzata della componente dei duri e puri. Se le due anime troveranno un compromesso, ci sarà spazio per i dissidenti come la senatrice Paola Nugnes e i deputati Luigi Gallo, Elena Fattori, Andrea Coletti. Fino ad oggi tenuti nell’ombra ma ora pronti a brillare nel circo grillino.