Multe, a Treviso 10 milioni di incassi: l’impennata grazie alle Ztl


Dall’attivazione delle zone a traffico limitato (Ztl) in centro ad oggi le multe incassate dal Comune hanno fatto registrare un’impennata di quasi due milioni d’incassi l’anno. Soldi entrati nelle casse dell’amministrazione Manildo, certo, ma che anche la giunta Conte non disdegna. Prova ne sia il fatto che tra tutte le Ztl dotate di occhio elettronico, il varco, alla fine si sia deciso di toglierne solo una, solo di giorno, quella dell’area ponte San Francesco-piazza San Vito. Pecunia non olet, e se l’incasso deriva da violazioni alla legge, allora il «salasso dato ai trevigiani» diventa molto meno scandaloso di quanto lo fosse in campagna elettorale.I dati. Il report sull’andamento delle sanzioni è messo nero su bianco nel documento di programmazione presentato e approvato nel corso dell’ultimo consiglio comunale. La prospettiva data dal Comune è abbastanza lunga perché parte dal 2013, quando gli accertamenti per sanzioni per violazione al codice della strada valevano ben 11 milioni comprendendo però anche i “ruoli” (vecchie sanzioni in riscossione) per 3,3 milioni. Al netto degli arretrati, cinque anni fa il Comune incassava quindi meno di 8 milioni; cifra confermata nel 2014 quando le entrate date dalle sanzioni toccarono 7,6 milioni. Andamento stabile fino al 2017 quando l’installazione dei nuovi infallibili velox in tangenziale, e «l’attivazione delle telecamere ai varchi Ztl» spiega il Comune, hanno portato a un maxi incremento degli accertamenti. Per la precisione 9.651.753,72 euro.quest’anno. «Tale importo si contrae nel 2018 allineandosi a uno stanziamento di 9,2 milioni» scrive Ca’ Sugana ipotizzando, a metà novembre, quanto sarà l’ammontare delle sanzioni a fine anno. Ironia della sorte, poco meno di quanto aveva incassato ufficialmente Ca’ Sugana all’inizio di dicembre dell’anno scorso, quando a bilancio c’erano 9,3 milioni dalla sanzioni (diventati a fine anno 9,6 milioni). Che sia solo prudenza?Ztl spente, ma… Ca’ Sugana da qualche mese sta rinunciando a due fonti di introiti non da poco: la Ztl di via Manin, chiusa per lavori da settembre, e la Ztl di San Francesco- San Vito riaperta di giorno (non di notte) al traffico sempre da settembre. Si deve a questo la riduzione della previsione di incassi? O le sanzioni subiranno un’impennata di qui a fine anno come nel 2017? Difficile a dirsi, così com’è difficile prevedere quanti altri soldi finiranno nelle casse del Comune non appena via Manin (da sempre il varco che più puniva gli automobilisti) verrà riaperta.Le previsioni. I soldi fanno comodo, e Ca’ Sugana, non sapendo ancora l’effetto prolungato delle modifiche alla Ztl, vuole essere prudente, ma nemmeno troppo. Il primo bilancio dell’era Conte fissa l’asticella dei futuri incassi dalle sanzioni a 8,8 milioni. Comunque un milione e rotti in più di quanto si incassava prima dell’attivazione delle Ztl; segno che non c’è molta intenzione di modificare ulteriormente il sistema di gestione delle zone a traffico limitato.Gli altri incassi. Il bancomat di Ca’ Sugana, a parte i taccuini dei vigili e le telecamere intelligenti, restano le strisce blu, che valgono oltre 4 milioni l’anno e portano al Comune un canone di concessione milionario; un altro milione circa arriva dall’occupazione del suolo pubblico; altri otto milioni dalla gestione degli immobili comunali.