La chiesa di San Carlo al Corso, a Milano, è piena per l'ultimo saluto a Gian Marco Moratti, scomparso ieri dopo una lunga malattia. Presenti diversi esponenti del mondo dell’imprenditoria, della politica e dello sport: l’ad del gruppo Pirelli Marco Tronchetti Provera con la moglie, l’ex ad Enel Paolo Scaroni, l’ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni, l’imprenditrice Diana Bracco, Lapo Elkann, Paolo Berlusconi e il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi. Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente della regione Lombardia Roberto Maroni hanno voluto rendere omaggio all'imprenditore. A rappresentare il mondo sportivo il presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha ricordato Moratti come "un gentiluomo da cui imparare molto" Tra le corone, sul sagrato, quella dell'Inter, di Pippo Baudo, del presidente nerazzurro Erick Thohir, del Teatro alla Scala, dei dipendenti Saras e di Roberta Armani.Grande commozione all'arrivo del feretro, ricoperto di rose rosse. Sul sagrato di una chiesa gremita la moglie Letizia, ex sindaco di Milano, e i figli Angelo, Francesca, Gilda e Gabriele. Non solo vip ma anche diversi milanesi comuni seduti fra i banchi. Poco prima è entrato anche il fratello Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter. In piedi, tra gli altri, anche l'editore e presidente del Torino, Urbano Cairo. Dopo la cerimonia il feretro partirà per la comunità di San Patrignano, dove sarà tumulato.Tra i primi ad arrivare alla cerimonia funebre la prima moglie di Moratti, Lina Sotis: "Gian Marco ragazzo speciale, la nostra è una storia di cinquanta anni fa ed è una bella storia", ha detto poco prima di entrare in chiesa. L'ex presidente dell'Inter, Ernesto pellegrini, l'ha ricordato così: "Grande uomo generoso che ha fatto la storia dell'imprenditoria ma anche della generosità con San Patrignano. Sono commosso, era un amico".Il ricordo di Gian Marco Moratti, fatto da Stefano Bordignon durante l’omelia, è dedicato alla sua riservatezza: "Ho ricevuto diverse testimonianze sulla sua vita. Non faceva il bene per ostentazione, ma per nobiltà d’animo", un comportamento che oggi "sembra una virtù di altri tempi, andata in disuso". È "la sua riservatezza che ci insegna ciò che fa grande un uomo, sulla terra e anche nel cielo", ha continuato il sacerdote. Rispetteremo il suo modo di essere anche in questa celebrazione, abbiamo deciso con la famiglia che non sarà un momento per rivelare la carità nascosta o il momento dell’elogio".