“L”accordo con l’Italia sul rimpatrio di profughi è stato raggiunto”. L’annuncio a sorpresa è arrivato dallo stesso ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer nel corso del suo intervento al Bundestag di Berlino.”Mancano solo le due firme – ha spiegato -. Quella del mio collega Matteo Salvini e la mia. Per risparmiare costi di viaggio ci scambieremo i documenti per firmarli ognuno a casa propria. Questo richiederà ancora un paio di giorni. Ma il raggiungimento dell’intesa è un grande successo”. Dopo, quindi, un lungo scambio di pareri, è arrivato l’accordo che prevede il respingimento al confine tedesco di quanti abbiano già fatto domanda di asilo nel nostro paese.Ma non è la prima volta che il governo tedesco si affida a questo genere di accordi. Il governo tedesco, infatti, li aveva già raggiunti con la Spagna e con la Grecia. E cosa prevedono? Prevedevano il respingimento ai confini tedeschi di quei profughi che avevano già avanzato richiesta di asilo politico nei Paesi di primo ingresso nell’Unione europea. E così sarà anche per l’Italia.Per il ministro degli Interni tedesco quello dei respingimenti dei cosiddetti rifugiati secondari alle frontiere tedesche rappresenta uno degli obbiettivi prioritari della nuova politica migratoria imboccata da Berlino dopo il ripristino delle regole fissate nel trattato di Dublino.Norme che regolano le competenze nazionali nella gestione dei flussi migratori affidando la responsabilità di gestire le domande di asilo politico ai Paesi di primo ingresso dei rifugiati. Un regolamento spesso criticato dai Paesi del bacino mediterraneo ma molto favorevole invece per un Paese come la Germania circondato unicamente da membri dell”Unione europea e quindi non terra du primo approdo per i profughi.