Mantova, i temi degli studenti finiscono al concorso “Museo Giovani Fascisti”. Ira dei genitori

Il caso è scoppiato a Mantova dove alcuni insegnanti hanno deciso di inviare la candidatura di alcuni temi al “Museo Giovani Fascisti” senza aver preventivamente avvertito le famiglie.Il tema assegnato alla fine dello scorso anno scolastico da alcuni docenti della scuola secondaria di primo grado Leon Battista Alberti riguardava l’amor della patria e successivamente gli elaborati sono stati inviati al concorso indetto dalla Piccola Caprera di Ponti sul Mincio. L’indignazione delle famiglie che non sono state avvertite della partecipazione al concorso ha sollevato un polverone che si sta allargando su scala nazionale, tanto che a pochi giorni dalla premiazione – prevista per il 2 settembre – non si è ancora deciso cosa fare. Il preside, al corrente del fatto, ha giustificato i docenti dicendo che:”Ne abbiamo parlato per giorni in classe, non siamo tenuti a informare le famiglie”.La Gazzetta di Mantova si è preoccupata di raccogliere le testimonianze dei genitori indignati per non essere stati informati del fatto. Il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Luisa Levi ha però replicato così alle accuse mosse dai genitori:”La scuola non è tenuta a informare le famiglie di tutti i concorsi a cui partecipa, anche perché sono almeno cento all’anno. Questo nello specifico è un concorso nazionale dedicato all’amor patrio, argomento trattato dagli insegnanti in classe con i ragazzi per almeno dieci giorni prima di assegnare il tema. Evidentemente gli studenti non ne hanno parlato a casa”.La situazione è chiaramente stata buttata subito sul piano politico, il corpo docenti dell’istituto ha però ribadito che prima di far partecipare gli studenti ad un concorso si affronta un percorso culturale e didattico che prepara gli stessi in modo tale da poter produrre degli elaborati pertinenti. In questo caso si sta parlando di un concorso dove come tema centrale c’era l’amore per la patria, un argomento trattato durante l’anno e che nulla ha a che vedere con la politica.Le famiglie sono venute a conoscenza della partecipazione al concorso in seguito alla vittoria di un alunno:” Questa volta uno dei nostri alunni ha vinto il concorso del Museo Giovani Fascisti e quindi la segreteria del concorso ci ha avvisato. Noi abbiamo a nostra volta avvertito la famiglia ed è nato il caso. Ma è già successo altre volte negli anni scorsi che dei genitori, saputo del premio, non abbiano mandato i figli a ritirarlo. In quel caso, gli organizzatori spedivano comunque a casa una bandiera tricolore e la cosa finiva lì”.Era già successo che la partecipazione al concorso del “Museo Giovani Fascisti” negli anni passati non sia stata vista di buon occhio da parte delle famiglie, tanto da non consentire ai figli di andare a ritirare il premio. Nel frattempo è scoppiato un vero e proprio caso nazionale che sta facendo discutere e sta spaccando le opinioni.