M5S attacca Autostrade: “Benetton disumani”. E Dibba sfida la Lega

Di Maio e Di Battista contro Autostrade, che però continua a difendersi colpo su colpo, scatenando le ire del governo sponda grillina.Il tema è sempre quello del ponte Morandi crollato la mattina del 14 agosto scorso. Il Cda della concessionaria oggi in una nota ha risposto alla ricostruzione fatta dal Corriere in merito al fatto che il Cda avrebbe “saputo” del progetto “fondamentale per la statica del ponte” per il potenziamento dei tiranti. “Il progetto – scriveva il quotidiano di via Solferino – fu sottoposto al voto del cda presieduto da Fabio Cerchiai, che lo esaminò e lo autorizzò. Senza tuttavia classificarlo come intervento di “somma urgenza””.La risposta del Cda non si è fatta attendere. “È corretto affermare che il progetto di ‘retrofitting’ sia stato approvato dal Consiglio d’Amministrazione della società – scrive in una nota Autostrade – in quanto la spesa prevista superava i poteri delegati ai managers (circa 5 milioni di euro). È invece necessario chiarire che non è compito né facoltà del Consiglio d’Amministrazione fare una valutazione tecnica dei progetti né stabilire l’urgenza o la somma urgenza (ai sensi del Decreto Legislativo n. 50 del 2016)”.A stabilire se un intervento è urgente, dicono i vertici della società concessionaria, sono i “responsabili tecnici qualificati come Committenti, che in tali casi non necessitano di autorizzazione da parte del Consiglio d’Amministrazione e per le fattispecie di urgenza e di somma urgenza non hanno alcun limite di spesa. In aggiunta, il Direttore di Tronco ha facoltà e obbligo di assumere in piena autonomia i provvedimenti sulla circolazione conseguenti ad eventuali situazioni di urgenza o somma urgenza”.Il M5S continua comunque la sua campagna. Di Battista, in collegamento alla festa del Fatto, ha punzecchiato Salvini dicendo che “la voglia di cambiare radicalmente le cose della Lega salviniana si vedrà presto, sulla revoca della concessione ad Autostrade”.”Ho già sentito Giorgetti dire ‘non facciamo ammuinà o di ‘andarci pianò…- ha continuato Dibba – Andarci piano un cavolo, le autostrade devono tornare ad essere gestite dallo Stato. Vedremo se la Lega di Salvini è diversa o è ancora la Lega maroniana camuffata”.Il principale bersaglio restano i Benetton. Sia per Di Battista (“Con la nazionalizzazione per loro la pacchia è finita) che per Di Maio (“A gente con questa disumanità non metterei in mano nemmeno questa sedia, figurati le autostrade”). L”idea grillina, dopo la revoca delle concessioni (“lo facciamo, è una promessa”) è quella di trovare “un altro soggetto per la gestione”.