L’ong tedesca forza il divieto: nave sequestrata dalla Finanza

Il divieto di ingresso è stato forzato. Nonostante il ministro dell’Interno Matteo Salvini lo avesse firmato nei giorni scorsi, la nave “Eleonore” della ong tedesca Mission Lifeline ha dichiarato lo stato di emergenza è ha puntato verso le coste italiane. Il pericoloso blitz, che segue quello della capitana della Sea Watch Carola Rackete, arriva in un momento in cui le navi delle organizzazioni non governative hanno ripreso l’assalto alle nostre acque sperando di poter contare sul nuovo sodalizio tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico.Nei giorni scorsi la nave “Eleonore”, che ha a bordo un centinaio di immigrati clandestini recuperati de un gommone che stava affondando a 43 miglia da Al-Khoms (guarda la gallery), era stata raggiunta dal provvedimento del governo italiano di divieto di ingresso in acque territoriali italiane. Come si legge nel documento, che è stato controfirmato anche dai ministri Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta, consentire all’imbarcazione di entrare nelle acque italiane “potrebbe determinare rischi di ingresso sul territorio nazionale di soggetti coinvolti in attività terroristiche o comunque pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, in quanto le persone tratte a bordo della Eleonore sono verosimilmente cittadini stranieri privi di documenti di identità e la cui nazionalità è presunta sulla base delle rispettive dichiarazioni”.Nonostante il provvedimento, però, l’ong tedesca, dopo essere stata al largo di Malta per alcuni gorni, il capitano Klaus Peter Reisch ha dichiarato lo stato di emergenza e ha deciso di puntare verso l’Italia e di infrangere il divieto. Ma, mentre stava facendo rotta verso la Sicilia e si trovava a quattro miglia circa dal porto di Pozzallo, è stata prontamente fermata da due motovedette della Guardia di Fiananza che, con l’aiuto della della Capitaneria di Porto di Pozzallo, ne hanno preso il controllo per contestare la violazione del divieto di ingresso e sottoporla a sequestro amministrativo cautelare. Sequestro che, però, è avvenuto una volta che l’imbarcazione, scortata dai mezzi delle Fiamme Gialle, è stata fatta sbarcare in Sicilia.”Leggi e confini vanno rispettati”, ha intimato Salvini. “Se qualcuno pensa di fregarsene senza conseguenze ha sbagliato di grosso e ha sbagliato ministro – ha, quindi, promesso il ministro dell’Interno – faccio e farò di tutto per difendere l’Italia”. Adesso con il decreto Sicurezza bis, che il Partito democratico vorrebbe eliminare una volta formato il nuovo governo, il capitano della Mission Lifeline rischia di dover sborsare una somma che oscilla dai 150mila euro al milione di euro. Proprio per questo, una volta entrati in acque territoriali italiane, i volontari dell’organizzazione non governativa hanno subito lanciato su Twitter un appello: “Sarebbe bello se alcune persone e avvocati fossero lì per incontrare l’equipaggio”.

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