La furia antiberlusconiana del Movimento 5 Stelle. Dopo gli strali di Alessandro Di Battista, è Danilo Toninelli ad andare all’attacco del Cavaliere. Lo fa in televisione, negli studi di Cartabianca su Rai3. “Mi interessa poco la scenetta comica-barra-teatrale al Quirinale – tuona il capogruppo dei Cinque Stelle al Senato – ricordo solo che Silvio Berlusconi è uscito dal Parlamento grazie a M5s che in quella Giunta nella quale lo volevano salvare a voto segreto noi abbiamo imposto quello palese”.Ormai non passa giorno senza che un grillino non salti per aria e si metta a insultare Berlusconi. Si tratta sempre di attacchi violentissimi, con la bava alla bocca. Attacchi per nulla politici, ma profondamente offensivi. Come quelli lanciati dello stesso Toninelli che, a Porta a Porta, aveva teorizzato la superiorità genetica dei grillini. I facinorosi a Cinque Stelle sono tanti. Si va dalle battutacce di Beppe Grillo (“Siamo ancora qui, con il badante della nipote di Mubarak?”) ai deliri di Dibba (“Berlusconi è il male assoluto”). Nella squadra degli insultatori di professiori ci si è andato a infilare, qualche giorno fa, anche Marco Travaglio che, nel titolo d’apertura del suo quotidiano, ha definito il leader di Forza Italia “il Delinquente”. Oggi, a rilanciare la linea del Movimento 5 Stelle, è stato Toninelli. “Mai con Berlusconi, ma anche mai con Forza Italia – ha detto a Cartabianca su Rai3 – Berlusconi ha già dimostrato di non avere fatto il bene dell’Italia ma delle sue aziende”.Durante la trsmissione su Rai3, Toninelli ha detto di volersi affidare “alla lungimiranza e alla saggezza del presidente della Repubblica” Sergio Mattarella. “Non voglio fare ingerenze in prerogrative costituzionalmente garantite – ha argomentato – posso solo dire che la Casellati e Fico sono due figure istituzionali, non più membri di partito e andremmo da loro con la stessa serietà e concretezza, sentendo tutti sulle nostre spalle i nostri 11 milioni di voti”. Per Toninelli resta, però, fermo il veto su Forza Italia. E, in particolar modo, su Berlusconi. E a Bianca Berlinguer che gli domandava se il Cavaliere fosse “fuori dai giochi” per la formazione del nuovo governo, il capogruppo grillino ha sentenziato: “Ovviamente sì”. Una sfrontata presunzione che mette in un angolo i Cinque Stelle e complica maggiormente la formazione di un esecutivo, ma che al tempo stesso svela la (bassa) statura politica di Grillo e dei suoi grillini.