Il governo Pd-M5S agita le divise: “Torna il partito anti-polizia”

Per capire la “preoccupazione” che aleggia tra chi veste una divisa basta mettere a confronto i due “contratti” di governo. Da una parte quello tra Lega e M5S, dall’altro quello del Conte Bis. Se nel primo al tema difesa e comparto sicurezza erano dedicati lunghi paragrafi e proposte, nella bozza presentata sulla piattaforma Rousseau appaiono solo brevi, striminzite righe per “offrire maggiore tutela e valorizzare il personale” in divisa. Un libro dei sogni, e pure da poche pagine. “È facile metterla così – sorride ironico un poliziotto -. È un po’ come la ‘pace nel mondo’ per Miss Italia: non vuol dire nulla”.In realtà molti tutori dell’ordine faticano a sorridere in vista del nascituro esecutivo giallo-rosso. Un poliziotto, che chiede l’anonimato per ovvie ragioni, sintetizza così il sentire comune in commissariato: “I sentimenti sono contrastanti, perché ognuno ha le sue idee politiche. Ma in generale molti sono preoccupati che ora torni al potere chi è contro la polizia”. Gli operatori sono rimasti “scottati” dalle “ultime leggi targate Pd” e dalle idee portate avanti dagli eletti grillini. Alcuni esempi su tutti: lo svuotacarceri, che ha reso inutile il duro lavoro di molti agenti; le depenalizzazioni; il reato di tortura, che ha messo nel mirino chi difende l’ordine pubblico; e poi i contratti di categoria e il riordino della carriera, definiti da più parti “vergognosi”. “Noi non facciamo politica – spiega Andrea Cecchini, segretario di Italia Celere – ma i fatti e i dati storici ci dicono che M5S e Pd sono i due partiti che hanno fatto più male alla polizia. Non ci fidiamo, perché hanno dimostrato poca affezione nei confronti delle divise”. Se non aperta ostitilità.Cecchini ha i “brividi” all’idea che il comparto sicurezza venga gestito da chi ha proposto la liberalizzazione delle droghe (M5S), spalleggia i No Tav, presenta emendamenti per “schedare” i poliziotti in piazza (Pd e M5S) o vanta esponenti che si prendono la briga di “andare a trovare in carcere l’assassino di un carabiniere invece di portare conforto alla vedova” (leggi: Ivan Scalfarotto). Non è una questione ideologica, ma di comportamenti. “Proponemmo ai Cinque Stelle di presentare una legge sul reato di tortura ai danni degli agenti, ci dissero che non erano interessati”. Per non parlare del Pd, che “ha chiesto pure il disarmo della polizia”. Insomma: “Non ci fidiamo, perché non vediamo all’orizzonte prospettive di tutela nei nostri confronti”.Chi ha avuto modo di parlare con i colleghi sostiene che gli agenti in passato innamorati dei Cinque Stelle oggi siano ormai disillusi. Finito l’incanto. Sul Pd, invece, ogni speranza è persa da tempo perché “ha fatto solo danni”. “Non è una questione ideologica – dice un agente del Nord Italia -, ma abbiamo visto cosa combinano i dem al governo”. Molti temono che si faccia un passo indietro e, tolto il freno imposto dalla Lega, anche i 5S riprendano in mano l’idea di “dagli addosso ai poliziotti”. Pensate ad esempio al Taser, inserito con fatica dal Viminale: Pd e M5S in diverse città (tra cui Roma e Milano) si sono opposte alla sua introduzione. E non erano neppure assieme al governo.”È vero – ammette un poliziotto del Centro Italia – che Salvini non ha concluso tutto quello che aveva promesso, ma per chi opera in strada sapere che un ministro è sempre dalla tua parte era utile. Ti sentivi le spalle coperte”. Gli articoli del dl Sicurezza Bis contro i teppisti o quelli che inaspriscono le pene per chi attacca le forze dell’ordine sono la “dimostrazione” che “qualcosa per noi ha fatto” nonostante i “veti del Movimento”.La paura, allora, è che (voto su Rousseau permettendo) da domani il “partito dell’anti polizia torni alla carica”. Alla sola idea l’agente trasecola: “Ci possono rovinare”.

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