Le stelle sono cinque e la morale è rigorosamente doppia. I pentastellati si vantano di avere un nemico assoluto: Silvio Berlusconi. Sono ossessionati dalla figura del Cavaliere. L”antiberlusconismo è rimasto l”unico collante dei grillini. Non si capisce cosa vogliano fare ma ripetono in modo compulsivo quello che non vogliono: Berlusconi. Ognuno lo detesta a modo suo: Di Maio non vuole sedersi a un tavolo con lui neppure per discutere del futuro del Paese. Infischiandosene del fatto che Berlusconi non rappresenti solo Berlusconi ma anche più di cinque milioni di italiani. Teme la photo (in)opportunity con il leader di Forza Italia. Di Battista, più ruspante del patinato Di Maio, è andato giù pesantissimo: “Considero da 25 anni Berlusconi e ancor di più il “berlusconismo” con tutte le sue manifestazioni successive (il renzismo ne è una delle tante), il male assoluto del nostro Paese”. Roba che Marco Travaglio sembra un chierichetto. Dichiarazione che, peraltro, smaschera come l”antiberlusconismo sia una malattia infantile. Perché se Di Battista 25 anni fa, ovvero a 14 anni, era già ossessionato dal Cavaliere, beh, deve aver passato una brutta adolescenza. Cinque lustri di coerenza. Ma non troppo. Infatti il duro e puro Di Battista si diletta a scrivere noiosissimi libri infarciti di retorica terzomondista e jovanottesca e indovinate un po” per chi li pubblica? Per la Mondadori che, toh!, è proprio dell”odiatissimo Berlusconi. Così illiberale e malefico da pubblicare anche le sciocchezze del Che Guevara dei Cinque stelle. Un raro caso di contaminazione tra i due mondi? No. Perché nel 2004 Gianroberto Casaleggio si presentò alle elezioni di Settimo Vittone, in provincia di Torino, con una lista capitanata da un esponente di Forza Italia. Prese solo sei voti, se fossimo complottisti come i grillini potremmo pensare a un geniale sabotaggio ai danni del centrodestra… Ma non finisce qui. Da dove salta fuori il gran cerimoniere della comunicazione pentastellata Rocco Casalino? Ma dagli studi Mediaset del Grande Fratello ovviamente. E, spulciando il suo curriculum, l”esperienza a Canale 5 è sicuramente la cosa più significativa che abbia fatto, prima di approdare alla corte di Casaleggio. E anche uno degli attuali uomini di punta del partito, il senatore Emilio Carelli, ha avuto una gloriosa carriera giornalistica al Tg5 poi conclusasi a Sky. Tutto normale, ovviamente, il mondo del lavoro funziona così. Ma almeno ammettano che questo “male assoluto” ai loro conti in banca ha fatto un gran bene. I grillini devono mettersi d”accordo con loro stessi: perché ora non vogliono sedersi neppure al tavolo con Berlusconi, ma quando su quel tavolo c”era da firmare un contratto non hanno esitato un attimo. Berlusconi è il male assoluto. I suoi soldi no. Il doppio forno avrà anche chiuso la saracinesca, ma la doppia morale lavora a spron battuto.