Fico difende accoglienza e diventa “paladino” Pd

Il Partito democratico ha un nuovo “paladino”. Che col Pd – almeno ad appartenenza politica – ha poco a che fare. È Roberto Fico, accolto alla Festa nazionale de l’Unità a Ravenna dove è stato accolto tra applausi, abbracci e strette di mano dai militanti dem.”Non è la prima volta che vengo ad una Festa dell’Unità ma non ci andavo da 15 anni”, ha scherzato il volto storico del M5s, “Non è la prima volta che un presidente della Camera varca queste porte. Come presidente della Camera andrò anche ad altre feste di altri partiti politici”. Poi ha parlato di un tema a lui caro, quello dei migranti. “Non c’è dubbio che dalla Diciotti le 179 persone insieme ai 29 minori non accompagnati dovevano scendere sul territorio italiano fin dal primo giorno e non si doveva aspettare tutto questo tempo”, ha spiegato, “È una questione su cui ho lavorato molto. Questo per dire che come sulla vicenda della nave Diciotti e di Aquarius ed una serie di questioni io prendo delle posizioni come ho fatto con il precedente governo quando non condividevo le posizioni del ministro Minniti sulla Libia. Dire che ci sono 80% di sbarchi in meno significa dire che l’80% dei migranti sono in territorio libico e i centri di detenzione in Libia sono veri e propri lager”.Ribadendo poi che il governo deve agire nell’ambito del “contratto”, Fico ha parlato anche di Europa: “C’è il regolamento di Dublino che così come è stato firmato non va più bene”, ha detto, “Adesso deve essere modificato in una linea che non va certo verso i Paesi di Visegrad e verso Orban, ma in una linea dell’accoglienza per quote, dove ognuno fa la sua parte. Se si sta in Europa bisogna andare verso la solidarietà”.