Mentre Lega e Movimento 5 Stelle fanno i conti con le tensioni nella maggioranza sui temi più cari alle due anime del governo, sulla riforma della prescrizione spunta pure un giallo.Perché i deputati pentastellati si sono affrettati a ritirare l’emendamento sullo stop alla prescrizione dal primo grado di giudizioe ne hanno ripresentato uno sostanzialmente identico? Secondo le opposizioni – Pd e Forza Italia in testa – i grillini si sarebbero accorti che così come era stata formulata la proposta di modifica al ddl anti corruzione era a rischio inammissibilità. E così sono corsi ai ripari.In attesa che i leader e il premier Conte si vedano per dirimere una volta per tutte la questione, la prevista seduta delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera è slittata di un’ora. E all’avvio dei lavori la presidente della Giustizia, Giulia Sarti (M5S) ha annunciato il ritiro dell’emendamento incriminato e la presentazione di quattro nuovi emendamenti dei relatori grillini. Inoltre ha spiegato che l’esame sull’ammissibilità o meno degli emendamenti slitta a domani.A guidare questa scelta, secondo le opposizioni, ci sarebbe una questione tecnico-formale. Al posto dell’emendamento contestato ne è stato presentato un altro con lo stesso contenuto ma che in più modifica il titolo della legge, aggiungendovi la dicitura “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti”.Ufficialmente la scelta sarebbe stata fatta per superare le critiche della Lega che vorrebbe una legge ad hoc per la riforma della prescrizione. Ma fonti di maggioranza sostengono anche che così “si mette in sicurezza” la norma dal punto di vista formale. Cioè – come sostengono Enrico Costa (FI), Gennaro Migliore, Emanuele Fiano e Franco Vazio (Pd) – evitare che venga ritenuto inammissibile dal momento che “non riguardava la materia trattata dal ddl”. Un problema che “vogliono superare” con il nuovo emendamento. “Non potevo dare un giudizio di ammissibilità su un emendamento ritirato”, ribatte la Sarti, sostenendo di “non sapere i motivi” per cui i due relatori avevano cambiato idea. Ma i dem e gli azzurri non mollano la presa: “Sul ddl anticorruzione si sta consumando una vera e propria truffa parlamentare”, dice Francesco Paolo Sisto (Forza Italia), “Invece di dichiarare l’evidente e perdurante inammissibilità dell’emendamento sulla prescrizione, si sospendono le valutazioni e intanto si cambia il titolo del ddl in esame”. “A che ora è stato ritirato l’emendamento?”, incalza Franco Vazio (Partito democratico), “E comunque lei avrebbe già dovuto dare i pareri sull’ammissibilità, quindi ci dica se era stato giudicato inammissibile”.