È scontro Di Maio-Renzi sui soldi dei Benetton

Dopo il crollo del ponte di Genova si aprono le polemiche sulle responsabilità di quanto accaduto. Nel mirino finiscono Atlatia ed Autostrade, la concessionaria che gestisce il tratto che è venuto giù con tutte le auto e i camion che transitavano.Il governo in queste ora ha annunciato più volte la revoca della concessione ad Autostrade. La società da parte sua ha fatto sapere di aver sempre agito in modo corretto e ha assicurato la ricostruzione del ponte in cinque mesi. Fin qui i fatti. Ma nel mirino delle polemiche è finita anche la famiglia Benetton che controlla Autostrade.Di fatto i Benetton sono stati bersaglio di attacchi sul web, ma sono finiti anche nel mirino della polemica politica. Il ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha rilasciato una dichiarazione abbastanza forte: “Da oggi le lobby di questo Paese sanno che se lavorano con lo Stato italiano e non rispettano le regole, noi gli revochiamo le concessioni – ha affermato -. Non gli facciamo le proroghe e le norme di notte, come si faceva prima. Ricordiamoci che nello sblocca italia, nel 2015, fu inserita una ‘leggina’ nella notte che prorogava le concessioni ad Austrade per l’Italia in barba a qualsiasi regola sulla concorrenza”.Poi l’affondo: “Non abbiamo solo un problema con quelle convenzioni e quei contratti, ma anche relativo al fatto che quando sono scaduti i termini sono stati prorogati, in passato, perché si finanziavano legalmente le campagne elettorali a destra e a manca. A me non l’ha pagata Benetton e quindi abbiamo la libertà di poter recedere da questi contratti”. Le sue parole sono suonate come riferimento al governo Renzi e così proprio dall’ex premier questa mattina è arrivata la risposta a Di Maio: “Chi come Luigi Di Maio dice che il mio governo ha preso i soldi da Benetton o Autostrade è tecnicamente parlando un bugiardo. Se lo dice per motivi politici invece è uno sciacallo”, afferma l’ex premier. Infine nega di aver ricevuto donazione dai Benetton: “In entrambi i casi la verità è più forte delle chiacchiere: il mio governo non ha preso un centesimo da questi signori, che non hanno pagato la mia campagna elettorale, né quella del Pd, né la Leopolda. Utilizzare una tragedia per attaccare gli avversari, mentendo, dà il senso della caratura morale e politica del vicepresidente del Consiglio”.