E mentre l’Ue non arriva al dunque e non trova una soluzione per i 150 immigrati a bordo della nave Diciotti, l’imbarcazione della Guardia Costiera resta ferma nel porto di Catania.Il governo giallo-verde non ha nessuna intenzione di prendersi tutti i migranti (come è già successo più volte in passato) e per questa ragione sta attendendo risposte sulla redistribuzione da Bruxelles. Risposte che non arrivano. E così i profughi rimangono sulla Diciotti. Questa mattina, in procura a Roma il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, titolare dell’inchiesta sulla vicenda, ha iniziato ad ascoltare come “persone informate sui fatti” alcuni funzionari del ministero. E mentre l’indagine va avanti, sempre questa mattina, gli ispettori del ministero della Salute, i medici dell’Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera e regionali sono saliti a bordo della Diciotti per un controllo medico. Sull’imbarcazione sono stati portati materassini, tappetini, tende e materiale per l’igiene intima.Dopo l’ispezione, i medici hanno segnalato che oltre alla scabbia, alcuni immigrati sono affetti da tubercolosi. Per questo motivo, undici uomini e cinque donne hanno lasciato la nave Diciotti. Lo sbarco è stato ordinato dall’ufficio di Sanità marittima di Catania perchè si sospetta che due dei migranti abbiano la tubercolosi. E visto il rischio epidemia, sembra essere arrivato anche l’ok dal ministero dell’Interno.E mentre i medici si trovavano a bordo della Diciotti e hanno poi ordinato lo sbarco immediato, il presidente della sezione provinciale della Croce Rossa, Stefano Principato, ha ribadito che “l’ispezione è stata attivata su richiesta del ministro della Sanità che ha chiesto un controllo sanitario”. Ma il presidente ci ha tenuto subito a precisare che “ci sono alcuni casi di scabbia e altre patologie diagnosticate, ma sono trattate bene anche perché a bordo della Diciotti c’è del personale qualificato”.