Torna a salire a luglio il debito pubblico. È aumentato di 18,4 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari – fa sapere Bankitalia – a 2.341,7 miliardi e toccando un nuovo record. Un dato che giunge mentre il governo gillo verde lavora alla legge di bilancio e mentre l’Ue spara sentenze sull’Italia e le “ricorda” che “non può vivere con un debito al 130%”. E da qui la richiesta di Moscovici di un “bilancio credibile”.Ma oltre a Moscovici a parlare è stato pure Mario Draghi. Draghi, infatti, ha escluso un ombrello della Bce sul rifinanziamento del debito pubblico italiano dopo la fine del QE e ha invitato tutti gli Stati ad alto debito ad approfittare della congiuntura e della politica monetaria accomodante per intervenire sul debito.L’aumento del debito pubblico, che ha toccato un nuovo record – spiega via Nazionale – è dovuto all’incremento delle disponibilità liquide del Tesoro (31,6 miliardi, a 80 miliardi), che ha più che compensato l’avanzo di cassa delle Amministrazioni pubbliche (15,1 miliardi), gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e la variazione dei tassi di cambio hanno complessivamente incrementato il debito di 1,9 miliardi. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 20,4 miliardi e quello delle amministrazioni locali è diminuito di 2 miliardi. E il debito degli enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.