Se credevate che lo scontro Benatia-Crozza fosse finito con l’invito dello juventino al campo di Vinovo e le successiva ondata di indignazione pubblica vi state sbagliando. Ora nel romanzo (bianco)noir si inserisce un nuovo personaggio: Sandro Veronesi. Lo scrittore ha vergato una lunga lettera aperta pubblicandola sul sito “juventibus.com”. Il titolo parla chiara: “Caro Crozza, e se per assurdo le dessi dello stronzo?”.L’attacco di VeronesiVeronesi punta il dito contro il comico e scrive: “Ho fatto una cosa che avrebbe dovuto fare lei prima di darsi l”incomodo di concepire la sua ormai famigerata catilinaria contro il calciatore Medhi Benatia. Sono andato a controllare sul dizionario Larousse di lingua francese il significato del sostantivo “viol” utilizzato dal suddetto giocatore nella conversazione avuta con un giornalista di lingua francese subito dopo la partita Real Madrid-Juventus di mercoledì 11 aprile”.. E prosegue: “È una polisemia: la stessa parola assume tre significati diversi a seconda del contesto in cui viene utilizzata”. Veronesi fa capire che quel viol non era da tradurre come stupro. Poi l’attacco: “Qualcuno, e non si saprà mai chi, ha tradotto quella parola come gli è parso (e come gli sia parso, al misterioso traduttore, di preferire in quel contesto il significato numero 1 agli altri due è, quello sì, inquietante); lei si è indignato e ha incentrato il suo monologo sul termine ‘cazzo’, sulla polisemia relativa al termine ‘fallo’ e sul sintagma monosemantico ‘ficcartelo su per il culo’. La domanda che le rivolgo è: è sicuro di avere scelto bene le parole, stavolta? E anche: è sicuro di avere scelto bene il destinatario della sua rampogna?.Veronesi passa alle maniere forti: “Poiché mi è rimasto in mano un autorevole strumento linguistico, vorrei salutarla con un”ultima domanda: se io ora (così, per assurdo) le dessi dello stronzo, a quale delle definizioni riportate dal dizionario Treccani ritiene che mi riferirei? ‘Massa fecale solida di forma cilindrica’, o magari ‘Volgare epiteto ingiurioso, la cui connotazione offensiva si è andata via via riducendo con il tempo, fino a significare, genericamente, ‘persona inetta e incapace, o che comunque si comporta in modo criticabile…'”. Per chiudere il messaggio lo scrittore lascia anche una lezione a Crozza: “bisogna fare attenzione all”uso delle parole – giustissimo -, ma bisogna farla anche alle traduzioni, alle polisemie e al contesto in cui le polisemie vengono utilizzate.”.