L’opposizione mette sotto l’amministrazione 13 a 12. Non passa la variazione di bilancio. Il primo cittadino in bilico. Il gruppo dei popolari: Uno strappo solo per l’indisponibilità al dialogo e al confronto”.

A Conegliano il sindaco sembra non avere più la maggioranza del consiglio comunale dato che lunedì sera, tutti i punti all’ordine del giorno che dovevano essere affrontati nel consiglio cittadino, meno l’ultimo che riguardava Asco Holding, sono sono stati bocciati con 13 voti contrari e 12 favorevoli.

Voto contrario da parte del Partito Democratico, dei 5 stelle, Cambiamo Conegliano, gruppo misto e i Popolari. Proprio quest’ultimi hanno rilasciato le proprie dichiarazioni attraverso un comunicato stampa:

“La pagina di vita amministrativa vissuta ieri va iscritta tra le più tristi della storia recente della nostra Città. Si è prodotto uno strappo nei rapporti solo per sordità e non disponibilità al dialogo ed al confronto. Dall’atto dell’insediamento nel 2017, la nostra disponibilità è stata ampia e costruttiva, registrando però un atteggiamento di insofferenza da parte del Sindaco e arrogante chiusura da parte di altri componenti della maggioranza. Non vale la pena ripercorrere ciò che la cronaca ha puntualmente riportato, va detto che anche nell’ultimo periodo, nonostante le dichiarate disponibilità, questo dialogo non è avvenuto o meglio non si è voluto nemmeno aprire da parte del Sindaco. La democrazia è fatta di confronto, di dialogo, di rispetto degli elettori e degli esiti elettorali. Tutto ciò, purtroppo, a Conegliano in questa tornata amministrativa non c’è stato.

Leggiamo in queste ore la disponibilità al dialogo ed alla condivisione. Quello che è avvenuto si sarebbe agevolmente evitato se ciò si fosse fatto prima del consiglio comunale magari in modo costante negli ultimi mesi, non solo prima di votare. Nel merito rileviamo, soprattutto in quest’ultimo periodo, che la gestione della macchina è assai rallentata e, senza una visione strategica nonché carente nelle risposte della quotidianità.

Un esempio è dato dalla gestione dell’emergenza Covid e dalle risorse relative. Aldilà delle generose disponibilità e impegno del volontariato e della Protezione Civile che non smetteremo mai di ringraziare, abbiamo registrato una carente presenza del Comune, sia sul piano dell’assistenza che sul piano degli interventi, per quanto possibili, strutturali. A fronte di una disponibilità finanziaria consistente,  garantita dallo Stato (circa 1.900.000 Euro), nulla è stato messo in campo a favore del sistema produttivo e dei servizi. Solo ieri ci è stato proposto un provvedimento che era accompagnato da un parere dei revisori dei conti non proprio favorevole“.

Prosegue il Gruppo dei Popolari: “Non possiamo quindi accettare le accuse che, non avendo approvato i provvedimenti ieri sera, si sarebbero prodotti danni alla Comunità.  Gli eventuali danni alla Comunità sono già stati prodotti dai mesi di ritardo e di inerzia della Giunta. Lo stesso vale per le opere: leggiamo che il Sindaco non ha mai visto tante opere come nel periodo della sua gestione.  Forse non ha memoria e senza fare riferimento al passato ricordiamo che quasi tutto ciò che è in corso fa parte di una programmazione pluriennale che ha ereditato. Di nuovo, di pianificato da questa Amministrazione  tolta la pista di atletica – finanziata tra l’altro con debito presso la Cassa Depositi e Prestiti invece di attingere ai fondi nazionali per lo sport come i comuni limitrofi – e il discutibile trasferimento della polizia urbana (la rinuncia all’affitto dello stabile di Via Piovesana produce un danno erariale intorno ai 60.000 euro che poteva consentire al comune di contrarre un mutuo per almeno 1.300.000 euro), poco o nulla si registra.

Al Sindaco, e al resto della maggioranza, chiedevamo e chiediamo un salto di qualità, un approccio rispettoso delle componenti e sopratutto dei cittadini elettori e del loro verdetto”.

La variazione di bilancio non è passata e la crisi è evidente. Ora le ipotesi per uscire dall’impasse potranno portare il sindaco ad un rimpasto in giunta anche se non sono da escludere le dimissioni del primo cittadino della cittadina del Cima.

Continuano i Popolari: “Ciò che succederà nei prossimi giorni dipenderà dal Sindaco e dal resto della maggioranza, censuriamo i troppo facili lamenti del Sindaco e di qualche altro amministratore e respingiamo con forza al mittente le accuse di irresponsabilità. Quanto avvenuto è il frutto amaro di un approccio sbagliato che va cambiato, se si hanno veramente a sorte le sorti della Comunità

Nel caso in cui il comune venisse commissariato fino alle elezioni, si riproporrebbe lo scenario già vissuto in città negli anni 90.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *