Salvini Di Maio 1

 

“I modesti effetti positivi della manovra sul Pil, dovuti agli scarsi investimenti, è ormai chiaro a tutti, verranno più che compensati dagli effetti negativi generati dal demoltiplicatore del credito, dovuto all’aumento dei tassi d’interesse provocato dal “credit crunch”, come conseguenza del forte aumento dei rendimenti sui titoli di Stato, che si trovano ormai costantemente ai livelli più alti dagli anni 2013-2014. L’effetto negativo del credit cruch, sommato all’effetto negativo dei sussidi sarà, dunque, di molto superiore ai limitati effetti positivi generati dagli investimenti, che, come abbiamo visto, sono di limitata portata, così che l’effetto complessivo sarà, come dicevamo, largamente recessivo. L’economia italiana è ormai avviata sulla strada della recessione. Questo sembra un fatto già acclarato. La crescita del Pil è, infatti, stata pari a zero nel terzo trimestre quest’anno, e l’indicatore anticipatore PMI è sceso venerdì a quota 49,2, in zona recessiva. Considerando che, storicamente, al Pil di una economia occorrono circa 6 mesi da quando l’indicatore scende sotto la soglia dei 50 punti per vedere il suo primo calo, nel primo trimestre del 2019 l’Italia dovrebbe ufficialmente entrare in recessione. Considerando che il tasso di crescita del Pil non supererà il +1,0% quest’anno e che nel 2019 crescerà al massimo del +0,5 – 0,8%, ovvero circa la metà delle iperboliche previsioni del Governo (+1,5%), ne conseguirà che il rapporto deficit/Pil rischia di superare il 3,0% nel 2019, altro che 2,4%, e il rapporto debito/Pil salirà nuovamente verso il 135%, sempre nel 2019, invece che scendere. Uno scenario spaventoso per la credibilità del nostro paese nei confronti dei mercati e opposto a quello che il Governo continua a favoleggiare e propinare agli italiani”.