Camporosso – "Ho la mano semi amputata, non avrei mai potuto afferrare quella donna, cercando di spogliarla. È stato tutto il frutto di un complotto nei miei confronti". È un fiume in piena: Claudio Briglia, animatore cinquantenne di Camporosso, in provincia di Imperia, assolto dalla II Sezione della Corte di Appello di Genova dalla pesante accusa di aver cercato di abusare della domestica, 28 anni, di origine moldava.L'11 maggio scorso, in primo grado il tribunale collegiale di Imperia lo aveva condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione, malgrado il pm Antonella Politi avesse chiesto 1 anno e 8 mesi. Determinante per la sua assoluzione – avvenuta con la formula "perché il fatto non sussiste sotto il profilo della contraddittorietà della prova" – è stata soprattutto la menomazione dell'uomo che una decina di anni fa, mentre spaccava la legna ha perso il pollice e l'indice della mano destra. La stessa mano con cui, secondo quanto dichiarato nella denuncia, avrebbe cercato di afferrare la donna.I fatti risalgono al 2013. L'uomo era accusato di essersi denudato, mentre la domestica stava sistemando casa. Avrebbe cercato di aggredirla e spogliarla e la ventottenne dichiarò in seguito di essere riuscita a salvarsi, scappando per strada e correndo dai carabinieri. "Ho vissuto un anno di inferno – aggiunge – ed ho rischiato di perdere il lavoro per tutta questa storia". Nel corso dell'udienza, il suo difensore, l'avvocato Bruno Di Giovanni, ha anche dimostrato la contraddittorietà di una testimonianza della parte offesa.