Tutti contro Matteo Salvini. Politici, magistrati, ex presidenti della Camera. Sulla questione della Nave Diciotti, arrivata a Catania ma non autorizzata allo sbarco dei migranti, la sinistra è tornata all”attacco del ministro dell”Interno e della decisione del governo di non far subito scendere in porto i 177 immigrati.Per carità, non è strano che avversari politici non condividano le idee del capo del Viminale di turno. Il leader della Lega in fondo ha deciso di non cedere e di tirare dritto. Ieri il Mit, guidato da Toninelli, ha autorizzato l”imbarcazione della Marina a fare rotta verso Catania. Ma il leghista non lui farà scendere in porto finché l”Europa, come da richieste italiane, non accetterà di redistribuire tra i Paesi gli immigrati.La questione è spinosa. A quanto pare la parola data non sempre viene rispettata e dunque il governo questa volta vuol essere sicuro che i 177 migranti vengano davvero accolti oltre confine. Dei 450 sbarcati a Pozzallo a Luglio – ha rivelato Salvini – “la Germania aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. Il Portogallo aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. La Spagna aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. L’Irlanda aveva accettato di accoglierne 20: ne ha presi zero. Malta aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero”.Lo stallo della Diciotti (che, ricordiamolo, ha recuperato in area Sar maltese i migranti senza informare – a detta di Salvini – il Viminale) ha una motivazione politica ben precisa. Eppure continua l”attacco della sinistra, che parla di sequestro di persona, ostaggi e violazioni della Costituzione.”Una nave della Guardia costiera italiana con a bordo anche donne e minori che non può attraccare in un porto italiano – ha scritto su Twitter, immancabile, Laura Boldrini – due ministri che litigano, 177 persone tenute in ostaggio e la credibilità del nostro Paese in frantumi per un pugno di like”.Sulla stessa linea anche Magistratura Democratica, la storica formazione di sinistra dei giudici italiani. Per i magistrati il caso Diciotti “suscita interrogativi inquietanti di vario tipo”. Cosa inquieta i pm? “A cominciare dal potere del ministro di adottare una simile decisione – spiegano – Per non dire della privazione della libertà di persone senza alcun intervento della magistratura. Si tratta di un’ulteriore violazione dei valori e delle regole della Costituzione. Auspichiamo che nessuno rimanga silente”.E silente non è rimasto Possibile, il movimento politico di Pippo Civati. “I migranti a bordo della Diciotti sono privati della libertà personale senza che ciò sia stato deciso da un magistrato”, attacca Andrea Maestri, secondo cui ci sono addirittura “i presupposti per aprire un fascicolo, non contro ignoti ma con nomi e cognomi, ipotizzando il reato di sequestro di persona”. “Impedire l’approdo ai migranti, salvati doverosamente in mare, costituisce una misura attraverso cui viene limitata o ristretta la libertà personale”, dice l’esponente di Possibile. Secondo Maestri “l’illegittimità della condotta” del governo di tenere in stallo i migranti per “ottenere dagli altri Paesi europei una redistribuzione” è una “incontrovertibile” condotta “illegittima”. Dunque, che i magistrati intervengano. Oppure il comandante della Diciotti diserti. “Se fossi un pubblico ufficiale con qualche potere decisionale – conclude Maestri – come il comandante della nave Diciotti, di fronte ad un ordine illegittimo, quale è quello di trattenere persone in mare contro la loro volontà, eserciterei il dovere giuridico di disobbedire (Art. 51 codice penale) conducendo la nave in porto e favorendo un approdo sicuro e tempestivo”.