Asolo, inaugurato il nuovo Wine-Shop nel centro storico

C’era il pubblico delle grandi occasioni ieri per l’inaugurazione del primo ed unico negozio dedicato all’Asolo Prosecco Superiore docg. Lo spazio espositivo sorge nella piazza centrale della Città dei Cento Orizzonti in uno dei palazzi più antichi del centro storico. E’ la prima volta che due produttori si coalizzano per dare vita ad una nuova iniziativa commerciale. Promotori dell’iniziativa sono due viticoltori: Antonio Dal Bello ed Enrico Bedin, titolari delle omonime cantine. Il progetto era partito due anni fa ma, a causa dell’emergenza sanitaria, la strada percorsa si è rivelata irta di ostacoli che comunque non hanno scalfito l’entusiasmo dei due imprenditori.

A tagliare il nastro inaugurale è stato il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “Questa è una grande opportunità di promozione di tutto il territorio in una destinazione turistica che vede un trend di crescita costante” – ha sottolineato il governatore. Particolarmente soddisfatto Antonio Dal Bello: “Quella che stiamo vivendo è una seconda rinascita. Un’altra pandemia aveva colpito il nostro settore alla fine degli anni ‘80. Oggi invece ci troviamo davanti ad una crisi globale che richiede nuove sfide”. Gli fa eco Enrico Bedin, socio nell’iniziativa: “Vogliamo uscire dalle cantine e portare il nostro prodotto in un luogo come Asolo che da secoli richiama interesse a livello internazionale”.

Presente all’evento anche il primo cittadino Mauro Migliori che ha voluto ringraziare i due soci: “Quando si apre un negozio è un momento di festa per tutti e lo è ancor di più quando l’attività è posizionata all’interno del centro storico” ed ha fatto riferimento al coraggio che gli imprenditori hanno dimostrato nel perseverare nell’iniziativa nonostante le difficoltà del periodo.

Francesco Caner, assessore regionale all’agricoltura, ha fatto un appello a tutti i produttori vitivinicoli: “Mi piacerebbe trovare su ogni bottiglia di vino prodotta nei nostri territori il logo della regione con la dicitura -Veneto the land of Venice”. L’Asolo Prosecco docg ha raggiunto i 20 milioni di bottiglie prodotte e non è indenne dalla contesa sul nome alimentata dalla vicina Croazia.

A margine dell’evento è intervenuto anche Luigi Susin, esponente di Fratelli d’Italia e responsabile del dipartimento imprese del partito di Giorgia Meloni: “Queste sono iniziative da lodare in un periodo nel quale l’Europa, grazie al nutriscore, vorrebbe mettere al bando i nostri prodotti”. Il Passaggio di Susin fa riferimento alla famigerata etichetta a semaforo che penalizza i produttori e gli agricoltori italiani in un settore primario per l’economia del Paese.

Ci sono dei problemi legati all’uso del nome Prosecco che a fronte di un accordo del 2009, può essere usato solo dalle zone a denominazione” – continua il Presidente Zaia riferendosi alla richiesta della Croazia di poter marchiare con la dicitura Prosek il vino prodotto oltre confine – “questo significa che in giro per l’Europa nessuno può produrre vino e chiamarlo Prosecco. Dal 1300 al 1800 la città di Prosecco che sorge prima di Trieste, si chiamava Prosek e pertanto è impossibile che l’Europa possa riconoscere la denominazione a chi non ce l’ha. Ad averla siamo solo noi ed è ora che qualcuno se ne faccia una ragione” – ha concluso il Presidente Zaia.