Accusato di abusi il procuratore che ha fatto causa a Weinstein

Ha indagato Harvey Weinstein per molestie. E ora si ritrova accusato di abusi e violenze nei confronti di quattro donne, che hanno raccontato la loro storia al New Yorker.Così il procuratore generale di New York, Eric Schneiderman, è stato costretto a dimettersi “Accuse gravi, che io contesto con forza, sono state fatte contro di me”, ha detto il procuratore democratico, “Anche se sono non collegate alla mia attività professionale, queste mi impedirebbero di guidare l’attività di questo ufficio”.Le donne – due delle quali sono Michelle Manning Barish e Tanya Selvaratnam – sostengono di essere state picchiate e minacciate di morte da Schneiderman mentre avevano una relazione e che almeno in un caso il magistrato avrebbe fatto seguire e controllare a distanza la compagna. Nonostante questo, nessuna di loro si è mai rivolta alla polizia – anche visto il ruolo che ricopriva Schneiderman – ma si sarebbero rivolte a un ospedale e avrebbero i referti a prova delle loro parole.Il procuratore si è prima difeso sostenendo che si trattava solo di “giochi di ruolo sessuali e consensuali” e di non aver mai minacciato nessuno. Poi – dopo le pressioni arrivate persino dal governatore democratico Andrew Cuomo – si è dimesso.Senatore dello stato di New York dal 1998 al 2010, Schneiderman era diventato il 65esimo attorney general di New York nel 2011. Rieletto nel 2014, il procuratore, come già da senatore, si era sempre mostrato un paladino delle cause per la difesa delle donne. E lo scorso febbraio aveva avviato una causa contro Harvey Weinstein, l’ex produttore di Hollywood accusato di molestie e violenze sessuali nello scandalo che lo scorso anno ha dato inizio al movimento del #metoo. Considerato come un possibile successore di Cuomo alla poltrona di governatore di New York, Schneiderman negli ultimi anni si era distinto come un fiero oppositore dell’amministrazione di Donald Trump. Già prima dell’elezione alla Casa Bianca, il suo ufficio aveva avviato una causa collettiva contro la Trump university, assicurando un accordo da 25 milioni di dollari agli studenti “truffati” dalla promessa di diventare degli imprenditori di successo. Nei mesi scorsi dal suo ufficio poi erano partite diverse cause contro l’amministrazione Trump, da quelle contro le misure varata per revocare regole ambientaliste a quelle contro il muslim ban. Subito dopo la notizia delle sue dimissioni, il figlio di Trump, Donald Trump jr. e Kellyanne Conway, consigliere della Casa Bianca, hanno postato tweet in cui trapela soddisfazione per l’accaduto e si accusa Schneiderman di ipocrisia per la posizione presa sul caso Weinstein e gli attacchi rivolti a Trump quando il presidente è stato accusato di molestie da una decina di donne.